lunedì 20 giugno 2011

Tre amici in viaggio verso Londra



di Marco Tarozzi

Prima di tutto, è la storia di un’amicizia profonda. Perché i grandi sogni possono nascere anche così: per amicizia, e quasi per gioco. Rewind: Alex si ritrova in una piazzola d’autostrada a contendersi un parcheggio disabili con Vittorio, i due all’inizio si guardano un po’ in cagnesco ma ci mettono un amen a simpatizzare; Vittorio ha quella strana “macchina” sul portapacchi, e Alex si incuriosisce; quando, mesi dopo, decide che quell’attrezzo chiamato handbike fa per lui, chiama Fabrizio che lo indirizza di nuovo a Vittorio, un esperto in materia.
Alex Zanardi, Vittorio Podestà, Fabrizio Macchi. Sono passati più di cinque anni da quell’incontro casuale ed eccoli qui, tutti e tre, riuniti nel Barilla Blu Team per inseguire un sogno a cinque cerchi. Sono campioni riconosciuti, nella loro specialità. Anche Alex, che lo è stato nel mondo dell’automobilismo, che è l’ultimo arrivato ma ha bruciato le tappe. Tutti e tre hanno vestito la maglia azzurra, e l’hanno onorata prendendosi medaglie e successi. Zanardi aveva già un grande feeling con l’azienda parmense: il loro rapporto va oltre la semplice sponsorizzazione. «Hanno fatto di me una specie di “ambasciatore” dell’Italia nel mondo, e questo mi gratifica». Tutto iniziò con un’avventura alla New York City Marathon che sembrava destinata a non avere seguito. Ma si sa, Zanardi è uno spirito tenace e competitivo: fu subito quarto, in quel debutto del 2007, e la voglia di migliorare sè stesso e il mezzo, magari mettendoci le mani come è sua abitudine, è cresciuta giorno dopo giorno.
«Ora, con questo team ridotto, di amici veri, punto dritto a quel sogno che non avevo mai del tutto ammesso. Dovevo verificare, prima. Capire se era davvero un traguardo possibile. Ora credo di poter riuscire ad arrivare a Londra 2012, ma non ho fretta di farlo. Non inseguo denaro o celebrità, non sono questi i valori della vita. Mi godo il percorso di avvicinamento, piuttosto. E aver coinvolto due amici come Fabrizio e Vittorio in questa grande avventura mi dà un entusiasmo ancora maggiore».
Tre talenti con la bacheca piena di trofei. Già prima avevano la possibilità di centrare il loro traguardo, che è quello di partecipare ma anche, possibilmente, di arrivare in alto. Per Zanardi c’è un motivo in più: sarebbe il debutto olimpico, a quarantasei anni. Nessuna sorpresa, conoscendo la sua capacità di guardare avanti: «Se qualcuno mi fa un complimento per quello che ho fatto in passato, ringrazio. Ma oggi mi sento un uomo fortunato non per quello che ho alle spalle, ma per l’entusiasmo, la passione e la curiosità che ancora mi spingono a frugare nel futuro». Londra è dietro l’angolo, lo spirito è quello giusto.

L'Informazione di Bologna, 20 giugno 2010

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