giovedì 28 luglio 2011

Addio Bagni: la sorpresa che non c'è


di Marco Tarozzi

Era scritto. Nelle mezze frasi, nelle battute di circostanza, nel voler apparire a tutti i costi una famiglia felice davanti ai tifosi, ad Andalo. Era scritto nell’ultima frecciata di Albano Guaraldi, una doccia fredda sulle certezze del Salvatore che non è riuscito a salvarsi. «Dice che resterà? Se lo dice lui...». Roba di due giorni fa. Era scritto anche nella scelta di Maurizio Setti, che dopo lo strappo ha riflettuto, ha certamente discusso col numero uno ed è rimasto dalla parte degli altri consiglieri, di fatto rinunciando a difendere l’uomo che aveva fortemente voluto al Bologna.
Non sapremo mai quello che si sono detti i soci dentro le mura di Casteldebole, nè le ragioni con cui Guaraldi li ha convinti (Setti compreso) a seguirlo. Ma una cosa è certa: non può bastare qualche parola di troppo in conferenza stampa a giustificare una decisione così drastica. Lo hanno detto, non dicendolo, proprio Guaraldi e Setti ieri pomeriggio: non si rendono pubbliche le questioni affrontate dal cda di un’azienda. Si fosse parlato solo di due frasi fuori dalle righe buttate là in sala stampa, avrebbero dato questa risposta? Ha aggiunto altro, il presidente. «Questo del calcio è un mondo un po’ particolare». Un mondo che lui vive da novizio, ma in cui pare essersi imbattuto in qualcosa che non gli è andato a genio.
Scelta decisa, certamente impopolare, indubbiamente difficile e in fondo coraggiosa. Perché adesso Guaraldi e soci stanno già facendo i conti con la rabbia dei tifosi, e con lo stupore di quel mondo del pallone che considerava Bagni un valore aggiunto del Bologna. Scelta che chiarisce una volta per tutte la situazione: vince la politica dei piccoli passi, dell’a mministrazione prudente, qualcosa che certamente non può accendere la fantasia dei tifosi. Guaraldi non cerca consensi, lo ha sempre detto. Ma con questa piazza, comunque, un debito ce l’ha: ha tutto il diritto di non diffondere ai quattro venti le discussioni di un cda, ma un dialogo coi tifosi deve riuscire ad instaurarlo. Questa gente ama il Bologna e ha bisogno di fiducia, di condividere nel limite del possibile un progetto.
Di Bagni resta un breve viaggio rossoblù, due mesi appena. Più o meno quello che gli era successo a Napoli, evidentemente non è il suo destino. E resta un pugno di nomi nuovi: scommesse interessanti come Rodriguez e Taiber, un Antonsson arrivato a parametro zero che potrebbe rivelarsi un affare più buono di quanto non sia stato considerato. Via Pedrelli, via Bagni, in questo organigramma ballerino adesso tocca a Roberto Zanzi. Che conosce il mestiere, ma dovrà praticarlo con molta virtù e pochi danari. Sempre che non si riparta trovando il modo di piazzare Ramirez, gioiellino infelice e scontento. Comunque sia, sarà l’ennesima ripartenza. Comunque vada, ci sarà da soffrire. Da queste parti, i colpi di scena portano dritti al solito canovaccio.


L'Informazione di Bologna, 26 luglio 2011