lunedì 16 giugno 2014

FIGURINE – PIPPO, PRIMA DEI BAFFI


 

Oggi l’ho risentito al telefono, Pippo Cindolo. Non capitava da un po’. Mi occorreva un commento per un servizio che sto “costruendo”. Mi è tornata in mente quella figurina Panini, l’album era “Campioni dello Sport”. All’epoca ancora con il volto glabro, prima che crescessero i capelli e quei baffi da moschettiere. Era un mezzofondo dall’immagine vagamente hippie, che mi affascinava quanto i risultati: Cindolo, Del Buono, Fiasconaro, Fava. Lunghi capelli, cuori che si spendevano senza risparmio.
Quando gli ho ricordato che è stato lui la “causa” del mio innamoramento per la corsa, con un’allegrìa nella voce mi ha detto che alla festa per il centenario del Coni gli hanno detto la stessa cosa Bordin, Cova e Baldini. “Bene”, gli hi risposto, “così sai che questa sensazione vale anche per chi non ci è arrivato, a una medaglia olimpica”. “Ed è proprio questo il bello”, ha replicato: “così il cerchio si chiude, e c’è un senso di completezza che mi rallegra”.
Penso ancora al ritaglio della Gazzetta che riportava il suo incredibile risultato alla maratona di Fukuoka.
2 ore, 11 minuti, 45 secondi. Il 7 dicembre del 1975. Trentanove anni fa. Per me, resta una pietra miliare nella storia della maratona italiana.
E’ un onore che mi abbia chiesto di dargli del tu. Dice che tra innamorati dell’atletica si fa così. E sì, anche questa volta ha ragione lui.

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