martedì 27 aprile 2010

Bologna, il Capitano è tornato


BOLOGNA-PARMA 2-1
È tornato il capitano. Aveva segnato per l’ultima volta il giorno di San Valentino, a Livorno. Ha ritrovato la gioia del gol il giorno di San Marco, dopo due mesi e undici giorni. Onomastico festeggiato nel migliore dei modi.
Del resto, lo abbiamo sempre detto: la salvezza del Bologna passa dai gol di Marco Di Vaio. Era necessario, indispensabile, vitale che l’uomo che ha già tenuto alla larga il fantasma della Serie B un anno fa ritrovasse la strada smarrita dopo l’infortunio di Livorno. Quella era stata l’ultima partita decisa direttamente da lui. Poi lo stop, il recupero, la condizione da ritrovare partita dopo partita, proprio mentre partita dopo partita il Bologna perdeva la dote, il vantaggio accumulato sull’Atalanta che a un certo punto (quel +11) era parso a prova di rientro. Di Vaio doveva sbloccarsi. Ai bomber capita di attraversare tunnel così, anche a quelli che hanno qualcosa più degli altri. E Di Vaio fa parte di questa elìte, lo dicono i gol che ha segnato in A: 140 in tutto, compresi quelli finiti a referto nei campionati spagnolo e francese. Doveva sbloccarsi, lo ha fatto nel momento più importante. Nella settimana della passione, in cui il Bologna si gioca la salvezza in due partite. E vincere ieri, col Parma, era fondamentale per arrivare a Bergamo, domenica prossima, con lo spirito giusto. Di nuovo con un buon vantaggio da gestire, cinque punti con tre partite da giocare, che non danno certezze assolute ma sono un’iniezione di fiducia.
Una settimana fa, a Udine, il "tridente" rossoblù aveva lasciato a desiderare, inventando poco e concretizzando niente. Ma ci era sembrato di cogliere, da Supermarco, flebili segnali di risveglio. I movimenti di chi è a un passo dal ritrovarsi, seppure in una gara di sacrificio e copertura, lavoro "sporco" a cui non tutti i bomber di razza si adeguano. Sette giorni dopo è arrivata una "tripletta", declassata a doppietta per una svista del guardalinee. Tant’è, non è il caso di sottilizzare. Come dice Colomba, evidentemente a lui e al Bologna tocca in sorte la sofferenza fino all’ultimo minuto. L’importante è che finisca come col Parma, non come a Udine.
È stato un weekend così, di brividi e sollievo. Brividi sabato, quando l’Atalanta è andata in vantaggio a San Siro. Brividi ieri, quando Biabiany ha sparigliato le carte in tavola, e il Bologna ha dovuto iniziare l’ennesima rincorsa. Sollievo alla fine, questo conta: si va a Bergamo con cinque punti pesanti da gestire e la pressione sulla schiena dell’Atalanta. Purtroppo, si va senza Mudingayi, e ne sentiremo l’assenza. Se le cose finiranno come tutti speriamo, tra i colpi vincenti di Colomba non dovremo dimenticare questo: aver recuperato un giocatore che era finito ai margini del gruppo e che il Bologna non poteva permettersi di abbandonare a sè stesso.

L'Informazione di Bologna, 26 aprile 2010

(foto di Roberto Villani)

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