domenica 27 febbraio 2011

Capitano, che favola!


Juventus-Bologna 0-2

di Marco Tarozzi

Speravamo di uscire da questo tour de force, Palermo Roma e Juve in sette giorni, con un pugno di punti buoni per la salvezza. Temevamo l’effetto-Torino, e dopo la direzione discutibile di Banti contro la Roma un po’ anche l’effetto-Romeo, arbitro che l’anno scorso era una rivelazione ma in questa stagione aveva spesso inciampato. Ma sognavamo, anche. Un colpo ad effetto, la vittoria che in campionato mancava da trentuno lunghi anni. Sognavamo col silenziatore, a mezze frasi, senza clamore. E guardavamo negli occhi questi ragazzi, per capire chi avrebbe potuto, nel caso, realizzare quel sogno. Il Bologna di Malesani è una squadra che gioca a testa alta, che dà orgoglio ed entusiasmo a chi lo segue. Ha gente tosta, con la faccia dura di fronte a chiunque. Ma lì in mezzo solo uno poteva regalarcelo, un sogno così. Lui, l’uomo dei sogni e delle favole. Quante ce ne ha scritte e raccontate, ormai, Marco Di Vaio? Quanti passi ha fatto dentro la storia rossoblù? Questo è l’ennesimo regalo, ed è bellissimo. Col senno di poi, anche la sua astinenza sembra quasi studiata apposta. Un’attesa, una febbre che sale e sfocia nella partita più bella, quella della doppietta contro la squadra che è stata la sua, vissuta esultando senza ipocrisie ormai fuori moda. Quella dei sedici gol, fin qui, dell’ennesima stagione da protagonista. Quella che fa volare il Bologna, 35 punti (+3) che sono un record, per quello che la società ha vissuto nella prima parte di stagione. Quella in cui la palla è anche stregata davanti alla porta di Viviano, non vuol saperne di entrare anche quando nulla sembra poter salvare il portierone rossoblù. Le favole hanno di bello anche questo: un tocco di magìa, l’incantesimo che permette alle cose di andare nel verso giusto, che quasi mai è quello che si immaginava. Le favole sono mezze rivoluzioni, e una rivoluzione è questo Bologna che vince spesso soffrendo, stringendo i denti, facendo gruppo intorno a quel fuoriclasse del suo capitano.
E adesso, che carica avrà questo gruppo di qui alla fine? Che pieno di fiducia avrà fatto, in questa serata torinese, stringendosi intorno al suo leader? Sì, questo è davvero l’ennesimo regalo di Marco Di Vaio. E la cosa più bella, adesso, è pensare che non sarà l’ultimo.


L'Informazione di Bologna, 27 febbraio 2011

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