lunedì 7 febbraio 2011

Il ritorno del "Grinta"


di Marco Tarozzi

«Legge della relatività: tutto ciò che è relativo al “ruso” Perez è giusto». Uno a caso, tra centinaia di aforismi che danno vita a uno dei siti web più divertenti tra quelli dedicati agli eroi del pallone, www.rusoperez.com. Se ancora qualcuno “osava” chiedersi il perché di tutto l’amore che ancora oggi si alimenta oltreoceano per il centrocampista rossoblù, ieri è arrivata la risposta. Precisa, forte, vigorosa come poteva e doveva uscire da una partita come quella col Catania. “El ruso” è un leader silenzioso, un eroe che si esalta nella battaglia, la faccia grintosa di un Bologna che non si arrende mai, che va in campo per giocarsela contro chiunque e che sa tirar fuori tutto quello che serve (i tre punti, che altro) anche quando non gli si può chiedere spettacolo e arte. Fa bene Malesani a esaltare il suo gladiatore. Sapendo che non è il solo, lì in mezzo. E sorridendo all’idea di aver visto sbocciare questo Della Rocca (non ci sarà contro la Samp, purtroppo), o di aver festeggiato il gol-vittoria di Portanova, uno di quelli che dalla lotta non si tirano indietro mai.
Combattenti. Gente che serve, a questo Bologna arrembante. Andando appena indietro nel tempo, ce ne sovviene uno che da questo punto di vista non scherzava. Era il numero uno, ma non esitò a fiondarsi in mezzo al campo, un giorno di maggio del 2007, per difendere il suo Bologna da torti che gli sembravano eccessivi e reiterati. Esagerò, d’accordo, e lo ammise lui stesso. Ma in quanto a spirito combattivo, Alfredo Cazzola lasciò tutti indietro anche quel pomeriggio.
I nodi vengono al pettine. Quando Consorte si è preso a cuore le sorti rossoblù, è stato naturale fare due più due e arrivare al nome dell’ex presidente. Lui smentì, assicurando di essere stato solo il tramite tra Menarini e Intermedia, e di essere ormai in tutt’altre faccende affaccendato. Ma durante la trattativa ha detto più volte la sua, facendosi sempre trovare preparato sull’argomento. È rimasto, come si dice, osservatore interessato. E adesso sembra deciso a tornare in campo. Non come quel giorno di maggio, ma con la stessa carica agonistica. In campo, adesso, ci pensa il Bologna. Che può tornare anche suo.

L'Informazione di Bologna, 7 febbraio 2011

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